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Il documento prodotto del Presidente Assometeor Stefano Galli sul possibile futuro della Classe Meteor ha incendiato l'estate.
Molti mi hanno fermato sull'argomento altri hanno scritto alcune riflessioni.
Al fine di arricchire il dibattito qui di seguito rimetto le note a me inviate.
Naturalmente attedo altri contributi!!!!!
Buona lettura.



Caro Giangaspare,
leggo con apprensione quanto riportato in allegato ed esprimo, anch'io sommessamente, una riflessione.
Il meteor, come più volte ricordato è e resta una barca di trent'anni fa, una barca che possa (più come immagine che altro in definitiva...)paragonarsi ad un melges 24 e roba simile non sarebbe più un meteor.
Lo "svecchiare" la barca, altro non sarebbe che inseguire le moderne (e costosissime) attuali macchine da guerra, le quali, peraltro, sono in netto contrasto con lo spirito meteor (almeno come io l'ho sentito e l'ho percepito anche dai "colleghi" meteoristi che conosco). Un inutile
tradimento insomma. Se si vuole insidiare le giovani barche non mi pare il caso di farlo con il meteor, perchè se il meteorista tipo questo avesse voluto (o potuto), si sarebbe fatto un'altra barca, moderna, veloce (ma quanto di più?), trendy.
Si tenga in'oltre presente che nell'affollato segmento piccole race boat, ci sono già tante "meteore" (prendete una rivista specializzata, listino prezzi, monotipi 20/24 piedi e ditemi quanti ne avete visti sia pure in foto...altro che flotte!) alle quali temo finirebbe per accodarsi, e da buon ultimo, il "nuovo meteor"......
Barca vecchia, vero, classe vecchia, verissimo, ma reale.
Più che alle vele in 3 dl, con "il vento che tira" penserei ad un ritorno al dacron!!!! Perché, e non dimentichiamolo mai, il successo della nostra classe é largamente legato alla semplicità, all'economicità, ed al rifiuto dell'emulazione del "professionismo".
Questa ritengo debba continuare ad essere la nostra bandiera, la bandiera di chi ha tenuto a galla per trent'anni il nostro piccolo grande guscio d'autore.
Se ritieni gira oppure cestina.
Speriamo bene.
Saluti

Marco Giuglietti


Leggo la relazione del Presidente Galli con le considerazioni sulla classe e gli spunti a voler prendere una decisione.
La condivido e l´apprezzo e soprattutto mi complimento per la dedizione e la volontà dimostrata alla classe dal Presidente.
Tuttavia non sono convinto che una decisione radicale sia la giusta soluzione per il futuro della classe.
Mi associo all´analisi fatta e tento di dare alcuni spunti derivanti dalla mia esperienza ed aspettative, che sono personali, ma che penso rispecchino quelle di parte della flotta, quella se vogliamo un po´ più regatante e un po´ meno domenicale (famiglia e bagnetto).
Affidarsi alla tradizione quasi sicuramente garantisce eventi nazionali con buoni numeri di partecipanti, ma condannerebbe la classe ad una lenta ed agonizzante fine per esaurimento, frequentata da vecchi romantici.
Una radicale innovazione, ritengo, non avvicini nuovi armatori e non spinga i vecchi ad acquistare una barca secondo i nuovi standard. Nuovi armatori probabilmente sarebbero più attratti da altre e più moderne classi e non inizierebbero la loro avventura in una classe il cui futuro non presenta una visibilità molto chiara; i vecchi armatori sentirebbero tradita la loro fedeltà alla classe durata molti anni e, dovendo cambiar barca, forse ne proverebbero una radicalmente nuova.
Credo che il successo riscosso dal Meteor in questi anni rappresenti un fenomeno anomalo nel panorama dei monotipi. Come giustamente afferma il Presidente, i frequentatori della classe si dividono in due macrocategorie: i diportisti che non disdegnano di fare qualche regata, ed i regatanti più convinti (anche se non a livello dei grandi professionisti).
Le due categorie convivono felicemente insieme e privilegiare spiccatamente una delle due a discapito dell´altra, ritengo, non darebbe dei risultati positivi.
Ciò che spinge un armatore all´acquisto di un monotipo da regata è essenzialmente l´attività velica che vi si può svolgere. E non tanto dei sentimentalismi nei confronti di una specifica imbarcazione.
Quindi le variabili che incidono sulla scelta sono:
1. diffusione del monotipo nella zona che maggiormente si frequenta;
2. attività velica che si può svolgere sia nel senso quantitativo che qualitativo,
3. gestibilità: facilità d´armo, equipaggi, trasferimenti ...
4. aspetto economico, costo d´acquisto, costo di gestione, valore in caso di rivendita.
Considerando anche le altre classi monotipo, che ormai sono molte, penso che il punto più rischioso per il Meteor sia il secondo.
Non credo che una crisi della classe possa derivare dalle possibili differenze tra barche vecchie e barche nuove (differenze poco rilevanti, come afferma pure l´analisi del Presidente), quanto piuttosto dalla vitalità della classe, soprattutto se confrontata con la vitalità di altre classi concorrenti che si fanno sempre più aggressive.
Quali possono essere le attrattive più interessanti di altre classi rispetto al Meteor?
1. la modernità: dubito che un aggiornamento del Meteor possa renderlo più attrattivo rispetto alle altre classi;
2. le manifestazioni dedicate alla classe;
3. l´immagine dell´imbarcazione e come si posiziona nel panorama dei monotipi;
4. i regatanti che frequentano la classe.
Penso che per tener viva la classe bisogna studiare degli appuntamenti che siano "appetibili" per i regatanti.
Guardo ad altre classi e vedo che, solo a leggere i resoconti sui giornali, l´immagine che danno di sé è molto di più della sostanza (es. H22).
La risonanza che alcune classi, alle quali il Meteor ha ben poco da invidiare, riescono ad avere in alcune manifestazioni, per la pressante presenza sulla stampa e sui media, per i "nomi" che vi regatano e non ultimi per gli eventi mondani che circondano le regate, danno l´impressione di essere cosa ben più importante.
Un velista che intende acquistare un monotipo sarà più facilmente attratto da questi monotipi piuttosto che dal Meteor.
Quello che voglio dire è che il Meteor ha bisogno di un buon investimento in immagine, più che delle modifiche tecniche all´imbarcazione.
Quello che manca è l´interesse a livello economico. Chi ha voglia di investire nel futuro del Meteor deve avere un tornaconto di tipo economico.
Faccio degli esempi (spero di non dire fesserie - comunque il discorso rimane tra noi !): Melges24, Ufo22, H22 ... chi costruisce o vende le barche, o chi le progetta (interessi economici) sono i maggiori artefici dell´immagine della barca, organizzando gli eventi, gli sponsor, gli inviti dei "nomi famosi" di richiamo, i resoconti sui media.
Nauticalodi ..... in questo senso è un po´ latitante, e non si può pensare che un tale compito venga delegato agli armatori, se pur sottoforma di associazione di classe.
Sia per questioni di tempo che di organizzazione, questo compito deve essere svolto in forma professionale e non dilettantistica ed a tempo "perso" dagli armatori (gli armatori sono i clienti, non devono fare anche la pubblicità a ciò che acquistano).
Non vorrei aver dato una visione troppo commerciale e poco sportiva, ma ormai il Meteor, una volta quasi monopolista, deve fare i conti con la concorrenza (assai accanita e molto "commerciale").
Per concludere, la mia "ricetta", per superare l´impasse prevede di coinvolgere delle persone, degli enti, che possano intravedere delle convenienze di tipo economico nel dare appoggio alla classe Meteor.
Mi rendo conto che è facile parlare, e ben altra cosa è fare .....
Il punto principale su cui agire sono le persone e non il mezzo, bisogna riuscire ad offrire appuntamenti divertenti ed appaganti, indipendentemente dal mezzo che si utilizza. Passo successivo e necessario è che il mezzo utilizzato sia il Meteor (perché comunque, noi ci siamo sentimentalmente affezionati !).

Andrea Molinari supp. Cesare Casoria
Posted in: Flotta Meteor
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